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Pompetravaini Spa

Forze e momenti ammissibili

Ing. Alberto Comolli (Ufficio Tecnico)


News

03 Maggio 2021

Ogni pompa prodotta e venduta entrerà in funzione all’interno di un impianto, dove svolgerà il proprio lavoro, connessa ad altri macchinari. Qualsiasi connessione introduce necessariamente dei carichi sulla struttura della pompa, i più comuni sono le spinte che si generano a causa di dilatazioni termiche o allineamenti non corretti, oltre al peso delle tubazioni e del fluido.
Pompe ben progettate non si romperanno sotto l’effetto di questi sforzi, ma sollecitazioni eccessive potrebbero pregiudicarne il funzionamento, causando disallineamenti tra gli alberi di pompa e motore oppure deformazioni permanenti. Queste problematiche spesso si traducono in un aumento del rumore e delle vibrazioni, in un maggior consumo dei cuscinetti, possibili strisciamenti e un maggior assorbimento di potenza elettrica.

La norma ISO 5199, e in precedenza la ISO 12396, stabiliscono delle regole con cui calcolare la forza e il momento massimo che possono essere applicati in una determinata direzione (X, Y, Z in fig.1), alle flange di una pompa centrifuga. La formula cambia in funzione della geometria della pompa, delle sue dimensioni, della posizione delle bocche, del materiale e della temperatura.
Se i carichi sulla pompa sono superiori ai limiti è bene rivedere la configurazione dell’impianto, introducendo degli appositi sostegni e/o compensatori di dilatazioni nelle tubazioni, affinché siano preservate le caratteristiche ottimali della macchina (fig.2).
In Pompetravaini abbiamo esteso questi concetti anche a tutte le pompe ad anello liquido, nonostante esse non abbiano una specifica norma di riferimento, così da poter fornire al cliente tutte le informazioni necessarie per far funzionare al meglio il proprio impianto.